Il ruggito della fragilità
Per Marta, donna, figlia, moglie e insegnante appassionata, la vita si divide nettamente in un prima e un dopo. Non il tradizionale a.C. e d.C., ma un personale “avanti Caos” e “dopo Caos”. Un Caos che, a un certo punto, assume un nome preciso: sclerosi multipla. Prima della diagnosi, però, Marta attraversa un lungo percorso segnato dalla paura, dal dolore e dall’incertezza. È il 9 aprile 2021 quando entra in ospedale sorretta dalla madre: la parte sinistra del corpo non risponde più, quasi fosse paralizzata. La saluta convinta che si rivedranno presto, senza sapere che dovranno trascorrere cinquanta giorni prima di potersi riabbracciare. Cinquanta giorni sospesi, fatti di sofferenza, domande senza risposta e paura. Giorni trascorsi soprattutto in un letto, tra sonno, lacrime, dolore, nostalgia delle persone care e abbracci impossibili. Sullo sfondo c’è infatti anche il Covid, con tutte le restrizioni che rendono ancora più dura la degenza. Marta, però, non smette di lottare. Come una leonessa, simbolo della sua città, riconquista poco alla volta la propria quotidianità: prima un passo, poi un altro, fino a gesti apparentemente semplici, come una doccia, che assumono il valore di una piccola vittoria. Il suo diario accompagna il lettore dentro questa esperienza con grande intensità, facendogli condividere le paure, le cadute e le conquiste che la malattia porta con sé. Marta affronta così una salita difficile, sostenuta da una tenace forza di volontà, dall’amore della famiglia e dalla fede. Al termine del percorso non c’è un ritorno alla vita di prima, ma l’inizio di una vita nuova: una convivenza con la malattia che Marta impara, giorno dopo giorno, ad accettare e ad accogliere.
Brescia