Ticinella, piccolo paese sospeso, quasi sperduto, in costa la Valle del Ticino, vive il suo tempo animato, al momento, non dai eventi esterni, ma delle vicende alterne delle poche centinaia di persone che fanno la sua comunità. Il medico Filiberto Omicron lì, a Ticinella, esercita la professione e vive i suoi anni. Osserva gli altri e se stesso, si pone domande, cerca di capire. Annota, e racconta questa vita semplice, vista, naturalmente, dal sua osservatorio. Racconta un giorno della sua vita, una giornata qualsiasi, da una sera alla sera successiva: gli avvenimenti accaduti e quegli altri che nello stesso tempo affollano il ricordo. Mondo piccolo, certamente, ma nello stesso tempo vasto e complesso perché la vita di un uomo è l'evento più straordinario dell'universo e la sua morte -ogni volta- l'evento più tremendo. Attorno a Ticinella il fiume la valle trascorrono dall'una all'altra stagione, uguali è sempre nuovi in una vita -la loro- millenaria. E l'uomo che osserva e annota, se anche è sgomento perché i tempi della natura gli fanno palese la brevità del tempo suo, per altro verso ne è confortato, perché di quel lunghissimo volgere si sente partecipe. Questa, che si è detto, è la trama del racconto. Il quale vive sospeso tra realtà e fantasia. Infatti esso nasce da un'esperienza di vita e quindi i pensieri e le emozioni sono quelli di un uomo, nel caso un medico, al suo impatto con altri uomini; e però questa esperienza è resa in una costruzione libera dove i personaggi e Ticinella stessa sono invenzione. Ticinella è il paese di un sogno, e fantasia sono i suoi abitanti. Se l'una e gli altri hanno una realtà, è quella di essere stati vissuti nei pensieri di chi le ha poi raccontati.
Castano Primo