Una breve estate lontano dalla polvere
E' un romanzo giallo ambientato in Valcamonica, nel paese principale dove si possono osservare i graffiti dei Camuni (nel libro Pitòti). Era il 1909 quando Walter Laeng, alpinista e studioso bresciano di origini svizzere, segnalò per primo al “Comitato nazionale per la protezione dei monumenti” la presenza di due enormi massi con delle incisioni al pian delle Greppe, vicino a Cemmo. Cinque anni più tardi, lo stesso Gualtiero Laeng cominciò a parlare delle incisioni sulla guida del Touring Club Italiano, adoperandosi senza sosta per portare questi ritrovamenti all’attenzione della comunità scientifica da un lato, e della nascente comunità turistica ed escursionistica dall’altro. Da allora sino ad oggi non si è mai smesso di studiare quell’area, di trovare nuove incisioni, di salvaguardare quelle già note e di creare percorsi che permettessero a tutti di visitarle, di vederle, di ammirarle e di interrogarsi sui loro significati reconditi e sulle somiglianze che le accomunano alle incisioni presenti in altri siti diffusi su tutto il mondo. Ad oggi, l’arte rupestre in Val Camonica è segnalata su circa 2 000 rocce in oltre 180 località comprese in 24 comuni, con una particolare concentrazione nelle municipalità di Capo di Ponte, Nadro, Cimbergo e Paspardo, Sonico, Sellero, Darfo Boario e Ossimo. Un Patrimonio dell’umanità, riconosciuto dall’UNESCO nel 1979 (primo sito italiano), costituito da oltre 200.000 figure rituali realizzate lungo un arco di 8.000 anni con scopo celebrativo, commemorativo, iniziatico o propiziatorio. Un Patrimonio che rende questo romanzo non solo un ottimo giallo, ma anche un modo per conoscere ed apprezzare un patrimonio dell’umanità che si trova nella nostra provincia nonché il lungo, faticoso e competente lavoro di riscoperta e di valorizzazione dello stesso.
Capo di Ponte
Valle Camonica